Tipo: Scultura Tecnica: Opera lignea con intarsi Dimensioni: 275 cm x 245 cm
Introduzione
Il Volto Santo è un croficisso ligneo di dimensioni superiori a quelle naturali conservato in una cappella della navata sinistra della Cattedrale di San Martino a Lucca.
L'opera
Oggetti e personaggi
Struttura
Chiavi di lettura
Storie e ricordi
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Ente Chiesa Cattedrale; riproduzione Foto Ghilardi, Lucca
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Calzari Eseguiti all'inizio del Seicento, differiscono leggermente nella forma: nella loro diversità c'è un implicito riferimento al più famoso dei miracoli che sarebbero stati compiuti dal Volto Santo.
Stigmati Le mani non perdono sangue per accentuare la tipologia del cristo (trionfante).
Il volto Gli occhi sono aperti poiché il Cristo trionfa sulla morte e sul peccato.
Corona Eseguita nel 1655 dall'orafo Ambrogio Giannoni in sostituzione di una corona medievale, esprime la regalità di Cristo.
Colomba Rappresenta lo spirito santo che discende sul corpo del Cristo Trionfante
Veste sacerdotale A differenza di altri crocifissi il Volto Santo è coperto da una veste arricchita da preziose decorazioni.
Il cerchio Il cerchio termina con due punte a forma di giglio ed è affisso alla traversa della croce.
Angeli adoranti Al fianco del Volto Santo si trovano due angeli lignei, quello di sinistra con lo sguardo rivolto verso il volto del Cristo tiene in mano uno scettro, simbolo di potere. L'angelo alla destra tiene in mano delle chiavi.
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Croce L'opera è caratterizzata da una forte simmetrria.
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Chiavi Le quattro chiavi sono le chiavi delle quattro porte delle mura di Lucca. Tre chiavi sono seicentesche e furono donate al Volto Santo, in quanto protettore della città, nel 1655 in occasione della sua incoronazione e corrispondevano alle tre porte allora esistenti (S. Pietro, S. Maria, S. Donato). La quarta chiave fu aggiunta ad inizio Ottocento quando fu aperta Porta Elisa.
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Storia dei calzari Secondo un racconto il povero menestrello proveniente dalla Francia si sarebbe fermato a Lucca durante il suo pellegrinaggio a Roma per rendere omaggio al Volto Santo. Tuttavia, essendo povero, non aveva nulla da offrire ad eccezione della propria musica: fu così che iniziò a suonare davanti al crocifisso che, colpito dalla devozione del menestrello, gli lanciò il prezioso calzaro che aveva al piede destro in dono. Il menestrello fu tuttavia accusato di furto dai presenti, ma quando si cercò di ricollocare il calzare al piede del crocifisso questo non aderì più come prima e tale anomalia fu interpretata come segno tangibile dell'avvenuto miracolo.